L’Italia che affonda

4.14 - La struttura della docenza universitaria in Italia


Un altro problema che è stato messo in luce negli ultimi anni e che ha dato l’impressione di aver immesso veri e propri elementi di perversione nel sistema accademico, del tutto assenti in altri paesi, è la composizione della docenza universitaria. Per effetto della legge di riforma dei concorsi universitari operante a partire dal 1999 (Legge 210/1988 e successive modifiche), si è infatti avuto un repentino aumento del numero dei professori ordinari, sino ad un massimo nel 2006, in cui si è toccato il 50%. Successivamente si è avuto un rallentamento in conseguenza del raffreddamento del meccanismo concorsuale, sicché nel 2010 si ha solo il 21% di ordinari in più rispetto alla data di inizio del 1998 (che ha numero indice uguale a 100) (vedi figura 70).

Il repentino aumento degli ordinari negli anni 1999-2006, che è avvenuto in modo non proporzionato agli associati (aumentati nello stesso periodo solo dello 5%) e ai ricercatori (aumentati del 24%) ha fatto parlare di un “infoltimento” della categoria dei professori ordinari a discapito delle altre fasce. In effetti tali numeri apparentemente clamorosi non cambiano di molto quella che era la struttura della docenza universitaria già consolidata a seguito della L. 382/1980 con la quale si ebbe, con un meccanismo sostanziale di “ope legis”, la creazione delle figure degli associati e dei ricercatori; in tal modo i docenti incaricati sono stati transitati ad associati e gli “assegnisti” e i “contrattisti” (creati con i “provvedimenti urgenti per l’università” del 1972) sono stati immessi, dopo una lunga serie di proroghe, nella fascia dei ricercatori. Così, nonostante l’incremento percentuale assai elevato degli ordinari degli ultimi dieci anni, il loro numero nel 2008 è percentualmente identico rispetto al 1997 (il 41%), per diventare lievemente superiore solo nel 2010 (il 43%), ma quando l’aumento è già in consistente frenata. Anche i ricercatori e gli associati si mantengono percentualmente abbastanza costanti nel periodo 1997-2010 (vedi figura 71).
Insomma la caratteristica anomala della struttura della docenza nell’università italiana è di lunga data, per cui è ingiustificata la lamentazione che negli ultimi anni si è avuta sull’abnorme proliferazione degli ordinari.




 

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Note e osservazioni


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