L’Italia che affonda

3.24.2 - L’andamento storico della spesa per ricerca scientifica in Italia


Per non lasciare dubbi sull’andamento reale degli investimenti in R&S sul PIL basta prendere in esame la serie storica dal 1981 al 2008, che mostra chiaramente come l’EU27 sia costantemente al di sotto degli Stati Uniti; e lo sono anche Germania, Francia e Regno Unito, per non parlare dell’Italia, che sta al di sotto di tutti gli altri paesi consideratio e della media dell’EU27. Ma si vede anche la straordinaria performance della Finlandia, che non a caso negli ultimi venti anni è diventata uno dei paesi maggiormente sviluppati nel campo delle alte tecnologia; e anche la crescita costante del Giappone o della Corea del Sud (vedi figura 50b).



Il minore investimento in R&S dell’Europa e dei suoi singoli paesi è un dato di fatto che non può essere contestato con nessuna acrobazia verbale. Nè si può sostenere con un minimo di plausibilità storica, che la spesa in R&S reclamata dall’UE sia solo il frutto di una fisima centralista e dirigista, perché è stato proprio l’intervento dello Stato federale a fare degli Stati Uniti quell’eccellenza scientifica e tecnologica che sono attualmente; ed è stato l’intervento dello Stato (diretto o indiretto che fosse) a permettere l’eccezionale incremento in R&S, e quindi in produttività economica e innovazione di paesi, come la Finlandia, l’Islanda, per non citare il caso storico ben noto del Giappone o quelli a noi temporalmente più vicini di Cina e India.

 

Quadro 3 - L’arretramento in innovazione e ricerca dell’Italia

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Note e osservazioni