L’Italia che affonda

3.22 - L’importanza della creatività e il ruolo dell’Italia


E’ indiscutibile e unanimemente riconosciuta l’importanza che la creatività ha nella società della conoscenza: ricerca e innovazione necessitano della capacità di pensare in modo nuovo, di essere creativi, oltre che di finanziamenti e infrastrutture adeguati. Nell’ambito della strategia di Lisbona volta ad incoraggiare l’innovazione scientifica e tecnologica, anche la Commissione Europea ha sottolineato l’importanza della creatività: se la conoscenza è vista come “il motore della crescita sostenibile”, allora «l’istruzione e la ricerca, l’innovazione e la creatività sono le parole d’ordine di un mondo soggetto a veloci trasformazioni». Tale importanza è testimoniata dal fatto che il 2009 era stato dichiarato dal Parlamento e dal Consiglio Europeo “Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione”.

Una ricerca nata nell’ambito dell’anno sulla creatività ha elaborato il cosiddetto Indice del Design, Creativity and Innovation (DCI). La conclusione generale cui si giunge in questa indagine è assai significativa: «I risultati statistici mostrano che vi sono forti relazioni tra creatività, design e innovazione.
I paesi con le migliori performance in creatività e design sono quegli stessi paesi - i leader in innovazione e gli inseguitori in innovazione - che mostrano un superiore rendimento innovativo nell’EIS. I paesi con un buon clima creativo tendono ad avere più alti livelli di R&S e di attività nel design, come anche una complessiva forte performance nell’innovazione. […] L’educazione creativa è la dimensione che mostra  la più alta relazione con l’innovazione. Questo sembra suggerire che le politiche miranti a incrementare il livello di conseguimento educativo e le politiche che mirano a migliorare il pensiero creativo nell’educazione avranno, dopo un certo numero di anni, un effetto positivo sulla performance innovativa di una società» (H. Hollander, A. van Cruysen, Design, Creativity and Innovation: A Scoreboard Approach 2009, p. 26).

Quale il posto occupato dall’Italia per il clima creativo, e la creatività e design (DCI)? Ebbene mentre la creatività e il design sono al di sopra della media dell’EU27 (ma al di sotto di molti altri stati che ci precedono), invece il clima creativo penalizza pesantemente l’Italia, collocandola al 18° posto, al di sotto della media europea (vedi figura 47). Ed è importante notare che il clima creativo è più indicativo dello stato di benessere del sistema paese, ovvero di tutte quelle condizioni sociali ed economiche che favoriscono - secondo R. Florida - la creatività di un paese.

 

Quadro 3 - L’arretramento in innovazione e ricerca dell’Italia

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Note e osservazioni