L’Italia che affonda

3.15 - La valutazione europea del “rendimento innovativo” e il posto dell’Italia


Per l’Unione Europea la capacità di mantenere alti standard di coesione sociale, un buon livello di welfare state e un’alta capacità di innovazione tecnologica sono tra loro strettamente connessi. Per raggiungere tali obiettivi la Commissione Europea ha deciso di puntare sulla ricerca scientifica e sullo sviluppo tecnologico (R&S) e si è a tal fine dotata dei “programmi quadro”, creando lo Spazio
Europeo della Ricerca. Per monitorare il cammino fatto in questa direzione dai singoli paesi membri, l’EC ha dato vita all’European Innovation Scoreboard (EIS) allo scopo di effettuare una valutazione comparativa del “rendimento innovativo” dei suoi 27 stati membri (ai quali sono stati anche aggiunti Croazia, Serbia, Turchia, Islanda, Norvegia e Svizzera). L’EIS è composto 29 indicatori (25 nel 2007) misuranti diversi aspetti del processo innovativo raggruppati in 7 differenti dimensioni (5 nel 2007) divise in tre principali blocchi: gli “enablers”, che catturano i principali motori (drivers) esterni alla aziende; le attività aziendali, che catturano gli sforzi innovativi che le aziende intraprendono e gli “outputs”, ovvero i risultati delle attività aziendali (vedi figura 37). L’informazione complessiva così ottenuta è sintetizzata nel Summary Innovation Index.

Il SII dà la possibilità di dividere nella sostanza i paesi esaminati in quattro gruppi:

• i leader nell’innovazione (Innovation leaders);

• i comprimari dell’innovazione (Innovation followers);

  1. gli innovatori moderati (Moderate innovators);

  2. i paesi inseguitori  (Catching-up countries), il cui indice cresce progressivamente verso la media EU.

L’indice riferentesi all’anno 2009 colloca l’Italia in un posto mediano dei paesi “innovatori moderati”, dopo Grecia, Spagna e Portogallo e molto al di sotto della media europea (vedi figura 38). Nella figura, la colonna grigia mostra il rendimento dei singoli paesi nel 2008, per cui si può vedere come tra i paesi che sono al di sotto della media EU l’Italia sia il solo ad aver peggiorato la propria posizione rispetto all’anno precedente. In effetti nel 2008 l’Italia occupava l’ultima posizione tra gli stati “innovatori moderati”, ma 5 dei “paesi inseguitori” hanno migliorato la loro posizione e così sono stati promossi nella categoria superiore, permettendo all’Italia di non essere più la maglia nera del gruppo. Bisogna notare che il rendimento dei singoli stati è assai dinamico, con alcuni di essi che hanno un miglioramento molto rapido e altri invece che segnano il passo o perché già si trovano nelle posizioni alte (e quindi ogni ulteriormente avanzamento richiede uno sforzo maggiore – è questo il caso di Danimarca, Regno Unito e Svezia) o perché invece segnano il passo, nel senso che la loro crescita annua in capacità innovativa decresce progressivamente o cresce meno rispetto a quella di altri paesi: ed è proprio questo il caso dell’Italia.

 

Quadro 3 - L’arretramento in innovazione e ricerca dell’Italia

Quadro precedente

Quadro_3.15.1.html

Quadro successivo

HOMEHome.html
Quadro_3.14.html

Note e osservazioni